Svirgolando

1 Agosto 2007
[...] lettura di un’intera pagina del libro Senza tregua. No, non quella in cui Pesce descrive come eliminò Cesarini, dirigente della Caproni e colonnello della Milizia, o il giornalista «fascista» Ather Capelli. No, da quel libro da comodino per i brigatisti rossi negli anni Settanta e che, oggi, di moda tra girotondini d’essai e anziani militanti dello Spi-Cgil del Gratosoglio, l’attore Renato Sarti recita un brano meno sanguinario [...]

Gianandrea Zagato su il Giornale,
31 luglio 2007

Una stronzata, ma non tra virgolette.

La stronzagata che chiude un luglio torrido per gli stronzi di destra (ma purtroppo freddino per l’autore di questo blog in tutt’altro affaccendato) riguarda - ahinoi - la morte di Giovanni Pesce, eroe della Resistenza e della guerra di Spagna.

Si tratta di una vera lezione di stronzaggine destrorsa. Non è necessario essere grossolani e sbracati per emettere efficaci stronzate di destra: a volte è sufficiente qualche leggero colpetto di penna, nemmeno delle virgole ma anche solo le loro subdole sorelline minori, le virgolette.

Certo, la stronzata principale è attorniata, incorniciata addirittura, da diverse altre stronzatine minori: il colonnello fascista Cesarini, deportatore di operai, viene chiamato con indifferenza “dirigente della Caproni” e non si spiega di quale “Milizia” (furbescamente privata dei suoi originari aggettivi) facesse parte; Senza tregua, un libro sull’esperienza di Pesce nei GAP durante la Resistenza, viene definito libro da “brigatisti” ma anche da “girotondini” (un gruppo che non esiste più nella realtà ma resta immortale nella fantasia malata dei giornali di destra) e soprattutto adatto ai pericolosi “militanti dello Spi-Cgil” che in periodo di riforma delle pensioni popolano gli incubi non solo di Prodi e Padoa-Schioppa ma anche, naturalmente, degli stronzi di destra.

Diamo però il giusto riconoscimento alla Regina delle Stronzate, al fulcro di tutto questo raccapricciante parto dell’ipocrisia viscida e meschina dei grafomercenari di Berlusconi: quelle virgolette leggiadre e revisioniste, capaci di istillare il dubbio senza doverne dimostrare i fondamenti…

Ather Capelli, il giornalista fascista, non è più tale: è diventato il giornalista «fascista» Ather Capelli, dove l’appellativo di fascista è implicitamente ridicolizzato; ma insomma, non vorrete mica credere che in Italia nel 1944 i partigiani se la prendessero con giornalisti fascisti?! certo che no, i poveretti erano vittime incolpevoli, nel caso peggiore dei moderati di destra, ma certo mai, mai, mai fascisti.

Ather Capelli era un iscritto della prima ora al PNF. Ma non era davvero fascista.

Ather Capelli partecipò alla Marcia su Roma. Ma non era davvero fascista.

Ather Capelli andò a combattere nelle guerre colonialiste fasciste in Africa. Ma non era davvero fascista.

Ather Capelli fece carriera nel giornalismo e nel teatro con il benestare e le spintarelle del regime mussoliniano. Ma non era davvero fascista.

Ather Capelli aderì alla Repubblica Sociale. Ma non era davvero fascista.

Per fortuna qualcuno ha avuto il coraggio di denunciare questo terribile equivoco; omaggiamo dunque come merita Gianandrea Zagato, “giornalista” fascista.

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