Tu vuo’ fa’ ‘l disegnatore

24 Maggio 2007

Non fa ridereNel deserto, Massimo D’Alema, vestito da ufficiale nazista ma con stella rossa e falce-e-martello al posto della svastica sulla fascia al braccio, calatosi i pantaloni e la biancheria intima fino alle ginocchia e gettato il proprio revolver a terra, si stende sulla sabbia sollevando il posteriore al cielo. La didascalia dice Una repubblica fondata sulla resistenza e infatti il ministro italiano dichiara: “Io prendo ordini solo dal Parlamento, e il Parlamento mi ha ordinato di calarmi le braghe”. Nonostante sia giorno, una mezzaluna rossa sembra contemplare dal cielo l’umiliazione di D’Alema.

vignetta di Giorgio Forattini
il Giornale, 23 maggio 2007

Non fa ridere.

Questa vignetta è una stronzata di destra perché:

  1. Su oltre sei miliardi di abitanti del pianeta, non più di una decina possono trovarla spassosa, e alcuni di questi dieci hanno subito dei gravi danni cerebrali. Uno di loro è Giorgio Forattini.
  2. Non si basa su un fatto realmente accaduto, perché l’Italia è ancora presente con le proprie truppe in Afghanistan. Il fatto che D’Alema non abbia obbedito alla richiesta di Bush di inviare più truppe nelle zone più pericolose del Paese non significa che l’esercito italiano si sia arreso alla guerriglia afghana. Ma per Forattini evidentemente fare la guerra in Afghanistan è una resa, mentre sicuramente non lo sarebbe stato arrendersi agli ordini della Casa Bianca. La pensa così perché è stronzo o perché è di destra? Ai contemporanei la facile sentenza (entrambe le cose).
  3. La vignetta è così di destra da essere fascista, perché la stupida didascalia (con un gioco di parole degno di un infante, e neppure dei più svegli) lascia intendere che pure la Resistenza e la Guerra di Liberazione siano state una resa. Si noti che in quel caso la resa sarebbe semmai stata proprio agli americani, cioè gli stessi a cui adesso (nella mente distorta di un certo vignettista) l’Italia dovrebbe obbedire a bacchetta… E perché allora D’Alema è vestito da nazista? Ma il nazista qui non è proprio Forattini? Non si capisce. Qui abbiamo una stronzaggine che si avvita su sé stessa in un oceano di contraddizioni, dandoci il mal di mare – e il navigar ci è dolce in questo fiume di merda.
  4. Siamo costretti a ripetere lo stesso quarto punto della precedente stronzata forattiniana: “Utilizza ancora una volta l’idea leggermente usurata e leggermente burina della sodomia come metafora dell’aver subito qualcosa di spiacevole”. Forattini ha una vera fissazione per questo tòpos; non crediamo si tratti di omosessualità latente, ci sembra più probabile che sia solo un caso di ritardo mentale (è rimasto nella freudiana fase anale? non lo sappiamo, ma sicuramente le sue vignette sono fatte col culo).
  5. Nel piccolo mondo bilioso che si trova nel cranio di Giorgio Forattini e di molti bavosi lettori de il Giornale, il mondo è pieno di malvagi terroristi islamici ed imbelli (ma sanguinari) pacifisti-comunisti che aprono loro la strada. La luna rossa è il simbolo di questo malsano connubio (ovviamente è un connubio in senso concreto, con risvolti omoerotici, come si vede dalla tipica posizione assunta in questi casi dai comunisti). Ovviamente anche D’Alema è uno di questi pacifisti-comunisti, anzi, è probabilmente il loro capo; di conseguenza, va criticato come collaboratore di Al Qaeda sia quando ritira le truppe dall’Iraq sia quando le lascia in Afghanistan. Perché? È una domanda che vi fate voi perché non siete stronzi di destra, se lo foste non ve ne preoccupereste minimamente.
  6. Ovviamente, per Forattini ovunque vivano musulmani ci sono deserti, oasi, cammelli, beduini, tappeti volanti, califfi e gran visir ecc. Sicuramente Forattini non può immaginare che gli afghani non siano arabi e che l’Afghanistan sia un Paese quasi completamente montagnoso. Lasciamogli pure credere che Kabul sia vicina a Tunisi, d’altronde altri stronzi di destra pensano che Lampedusa sia vicina a Bergamo.

Tags: ,

Una Risposta a “Tu vuo’ fa’ ‘l disegnatore”

  1. Emanuele Dice:

    sai che dopo aver ascoltato un’intervista di Luttazzi sulla satira stavo pensando proprio la stessa cosa? sarebbe davvero interessante uno studio sulle vignette “del centrodestra”… davvero, dal punto di vista antropologico…


Lascia un commento