Finché io non vi separi

9 Maggio 2007

Diciamocelo schiettamente, celebrare un divorzio è un po’ ridicolo, mentre celebrare un matrimonio è normale. [...] Vabbè, celebrate pure il divorzio, ma con questa formula: vi sciolgo dal giuramento reciproco che vi siete fatti, e nella buona e nella cattiva sorte vi auguro di farne tanti altri ancora, di giuramenti. È l’etica moderna, bellezza, e non puoi farci niente.

il Foglio, 9 maggio 2007

Stronzata sacramentale.

Si tratta di un editoriale, quindi si presume che la responsabilità vada al solito ateo-papista Giuliano Ferrara, che comincia ad avere visioni mistiche e si immagina addirittura sacerdote (o sindaco? o capitano di nave da crociera?) intento a celebrare matrimoni e a fare la predica ai divorziandi.

La polemica che imbastisce è in opposizione alla contromanifestazione laica del 12 maggio (un’iniziativa che si terrà in piazza Navona in polemica col Family Day che gli integralisti cattolici hanno lanciato contro i DiCo). Vuole il calendario che il 12 maggio sia anche il trentennale della vittoria referendaria sul divorzio.

Ricapitolando, dunque:

  1. Chi divorzia è cattivo, perché ha fatto la promessa e non l’ha mantenuta.
  2. Chi fa i DiCo è cattivo, perché non vuole fare la promessa.
  3. Chi è gay e vorrebbe fare la promessa, è cattivo, perché… ehm… perché sì.

Grazie don Ferrara, ci hai chiarito le idee.

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2 Risposte a “Finché io non vi separi”

  1. Compagno X Dice:

    Detto, fatto!
    Ciao!


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